BasilioGregorio

Questo l’inizio della nostra amicizia; di qui l’incentivo al nostro stretto rapporto; così ci sentimmo presi da mutuo affetto.
Quando, con il passare del tempo, ci manifestammo vicendevolmente le nostre intenzioni e capimmo che l’amore … diventammo tutti e due l’uno per l’altro.

Di sicuro l’algoritmo che controlla la correttezza politica delle pubblicazioni social, quello che sembra abbia bloccato per il contenuto porno una foto del presepe di Piazza S. Pietro postata su Fb, passerà lisce queste affermazioni, rivolte da un uomo ad un altro uomo, prese pari pari dall’Ufficio delle Letture (N.O.) di oggi 2 gennaio. I due omofili sono Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, entrambi Vescovi, entrambi Santi, entrambi Dottori della Chiesa. E’ Gregorio che scrive ricordando il mutuo e felicissimo sodalizio con Basilio, ritrovato e frequentato ad Atene. Entrambi, con il pressapochismo di oggi che farebbe di S. Teresa Benedetta della Croce una polacca, di Emmanuel Kant un russo e di S. Paolo un curdo, potrebbero essere classificati come turchi: in realtà la Cappadocia cristiana e cattolica, loro terra natale, allora faceva parte dell’impero di Bisanzio; i Turchi sarebbero arrivati settecento anni dopo, e la Turchia il secolo successivo, e nel giro di mille anni scarsi avrebbero distrutto la presenza cristiana e cattolica in quelle terre.

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