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 Il prossimo 4 agosto Charlie Gard compirà un anno, e saremo in tanti ad unirci alla famiglia per condividere un evento assurto a simbolo di questi nostri tempi. Perchè Charlie il 4 agosto 2017 sarà ancora con noi in questo mondo. Mi è capitata sott’occhio una frase scritta nel 1968 dall’allora rampante teologo Joseph Ratzinger, in un volume, Introduzione al Cristianesimo, che oggi la maggioranza del presbiterato non sarebbe in grado non dico di scrivere o comprendere, ma anche soltanto di leggere. Preoccupato di non essere annoverato nel partito dei mariologi ad oltranza, il futuro papa basa la sua mariologia sulla grazia, e partendo dal tutto è grazia con cui Bernanos termina il suo curato di campagna, sottolinea “quella parola in cui una vita, che sembrava solo debolezza e inutilità, può riconoscersi colma di ricchezza e pienezza”.Quanta ricchezza è scaturita dall’apparente inutile e insignificante vita di Charlie.
Due genitori, maschio e femmina e per giunta sposati, che si sono battuti come due leoni per il loro figlioletto e la loro famiglia.

Un congresso americano, per una volta riabilitato da madre di  tutte le lobby e sentina di tutti i vizi, che approva un documento con queste parole:

Incoraggiamo le corti del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord perché consentano a Charlies William Gard e Constance Rhoda Keely Yates di applicare al loro figlio cure innovative.
Considerando che la vita umana è sacra e merita ogni cura e protezione in tutte le fasi del suo sviluppo;
che un bambino non è una statistica da gestire ma una vita, che deve essere sostenuta in ogni modo possibile;
che esiste negli Stati Uniti un trattamento sperimentale che potrebbe prolungare la vita di Charlie Mattew William Gard (“Charlie”);
che un ospedale negli Stati Uniti ha offerto di accogliere Charlie per questo trattamento;
cheil Presidente Donald J. Trump, commosso dalla lotta di Charlie, ha offerto un aiuto ai suoi genitori per conto degli Stati Uniti;
che i genitori ritengono un proprio diritto proteggere e prendersi cura dei loro figli, e cercare tutte le risorse e i servizi disponibili per assicurare loro trattamenti salva-vita, ovunque si trovino;

ora, di conseguenza, chiediamo che

le corti del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo permettano a Charles William Gard e Constance Rhoda Keely Yates di seguire queste cure innovative per il loro figlio Charlie Mattew William Gard (“Charlie”) , in qualsiasi paese in cui esse possano essere disponibili, per dare a Charlie la possibilità di essere curato secondo i desideri dei suoi genitori.

Un intero mondo tintosi di azzurro in segno di testimonianaza e solidarietà.

Senza voler andare troppo lontano nello spazio e nel tempo, mi tornano alla mente le parole pronunciate il 5 agosto 2015 a Lausdomini dall’allora Vescovo di Nola, mons. Beniamino De Palma, in circostanze largamente sovrapponibili: “Davvero questa è una famiglia benedetta da Dio”.

 

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