E’ nota in ambito cattolico l’esistenza della Collina delle Croci di Siauliai in Lituania,  simblo di una fede popolare fortemente radicata, meno nota l’esistenza di una analoga in piena ciociaria. Ma raccontiamo con ordine l’ennesima dritta della Provvidenza nella nostra vita. Capitati ad Anagni avevamo osservato un volantino che invitava ad un pellegrinaggio a piedi al Santuario della SS. Trinità dei Vallepietra. Localizzato il posto grazie ai potenti mezzi multimediali di cui ci ha dotati la modernità, notavamo che, oltre a trovarsi in provincia di Roma all’interno del parco regionale dei monti Simbruini, era situato a quasi 1400 metri di quota e a buoni cinquanta chilometri da Anagni. La faccenda si faceva interessante, così abbiamo scoperto che si tratta di un santuario frequentatissimo nel semestre estivo con un raggio di attrazione esteso a tutta l’Italia centrale, i cui fedeli, organizzati in compagnie, l’equivalente delle nostre paranze, si fanno un punto d’onore di recarvisi a piedi partendo dal paese d’origine con il proprio stendardo in testa. Il viaggio può durare più giorni, fino ad una settimana, e le sistemazioni notturne sono rigorosamente di fortuna. Non basta, una volta giunta a destinazione la compagnia lascia una croce in ferro a testimonianza del pellegrinaggio compiuto. E tutte queste Croci, non prive di qualche pregio architettonico e ingegnerizzate per resistere alle inclemenze dell’inverno appenninico, accolgono il visitatore sul percorso di accesso al Santuario. La Chiesa infatti non è reggiungibile direttamente con l’auto, ma anche chi vi si rechi in carrozza è costretto a compiere a piedi gli ultimi due chilometri gustando la meta vicina, in quanto la grotta che contiene l’affresco forse duecentesco con le tre Persone della Trinità ritratte curiosamente con lo stesso volto è collocata nel fianco di una parete a strapiombo accessibile solo con un sentiero. L’antica costruzione è stata arricchita negli anni con altre cappelle, tra cui quella dell’Adorazione Eucaristica anch’essa scavata nel monte che richiama alla mente la casa di Bilbo Baggins, una penitenzieria, un museo, un rifugio intestato a S. Giovanni Paolo II, che naturalmente vi si era recato durante il suo pontificato, e le immancabili bancarelle. Non poteva mancare una puntata in loco, e dobbiamo dire che ne è valsa la pena. Abbiamo anche conosciuto il Rettore, mons. Alberto Ponzi, parroco di Vallepietra e Jenne, intento a sistemare con le sue mani i guasti di un improvvido lavoro regionale, faccia da montanaro e stimatissimo da tutti. Un altro punto fermo acquisito nelle tempeste dei nostri giorni, costruito non solo metaforicamente sulla roccia e in grado di sfidare con successo gli assalti del maligno.

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