Il 7 maggio, IV Domenica di Pasqua, giornata mondiale delle vocazioni e del Buon Pastore. tre Sentinelle Vesuviane, Franco promotore del pellegrinaggio, Michelangelo e Gennaro con sette sorelle di cui due giovanissime si sono accinte di buon mattino, alle 2:15, a ripetere l’annuale pellegrinaggio a piedi a Pompei di inizio mese mariano. Ormai quest’appuntamento è entrato nell’agenda di impegno fattivo delle Sentinelle Vesuviane e oggi e’ il secondo anno che vi partecipano. A differenza dell’anno scorso, quando pellegrini verso Pompei fummo vittime da una pioggia a dir poco torrenziale, che tuttavia non ci fece desistere, quest’anno il bel tempo ci ha accompagnati e ci ha fatto giungere al Santuario della nostra Mamma celeste allle 8:00 in punto, puntuali per la celebrazione della S.Messa. Il pellegrinaggio e’ iniziato dal piazzale antistante la chiesa S.Maria La Nova in S.Anastasia con il segno della Croce e la recita del Rosario, meditando i misteri gaudiosi. Un paio di soste in due bar trovati aperti  ci hanno dato la possibilita’ di prendere un caffe’, poi altri pellegrini si sono uniti a noi ingrandendo il nostro gruppetto. Tra tutti spiccavano una dozzina di attempati podisti in tenuta di gara che, procedendo a passo di corsa, recitavano il rosario ad alta voce. Io Gennaro, che ero in macchina facendo da supporto, ho potuto apprezzare la ricchezza delle trasmissioni notturne di Radio Maria. L’ascolto piu’ gradito e’ stato la presentazione radiofonica del IV racconto del “Pellegrino Russo”, una conferenza trasmessa del biblista Gianfranco Ravasi su S. Paolo circa il dilemma legge-grazia, spirito-carne, e infine la catechesi di padre Livio sul IX e X comandamento.
All’arrivo, il saluto alla Madonna cui abbiamo presentato le nostre preghiere, foto di rito e S. Messa, quindi visita alla cappella Bartolo Longo.
Qualche sollecitazione dall’omelia: Gesu’ ci conosce per nome intimamente, ai suoi occhi non siamo degli anonimi ma degli amati. E questo ci conforta perche’ noi vogliamo sentirci amati; percio’, specie quando piu’ ne abbiamo bisogno, alziamo gli occhi verso il crocifisso per vedere la porta dell’amore, il costato squarciato da cui Gesu’ ha versato per noi tutto il suo sangue. Altra sollecitazione pregare per le vocazioni sacerdotali. Su questo apro una parentesi per dire preghiamo prima per far nascere la possibilita’ di vocazioni, cioe’ la vita. Se non si generano prima i bambini non potremo certo avere dei sacerdoti o qualsiasi altro tipo di vocazioni. Qui il discorso richiederebbe un affinamento della pastorale, rifocalizzata sull’enciclica Humanae Vitae del beato e presto santo papa Paolo VI. Egli fu contestato in vita proprio sul terreno della procreazione responsabile, fatta secondo l’ottica di Dio e non delle case farmaceutiche.
Bene, un grazie a Maria per il pellegrinaggio compiuto e appuntamento fino da oggi al prossimo anno perche’, e’ importante dirlo, il pellegrinaggio e’ l’immagine dell’andare verso la meta finale cui tutti siamo incamminati, cioe’ la meta della vita.

P.S. Per gli amanti della tecnologia, qui e qui ci sono due file kml che consentono di rivivere il nostro pellegrinaggio su Google Earth.

Annunci