Ieri Papa Francesco, nel suo discorso per il 150° dell’AC, ha nominato Fani e Acquaderni, considerati i fondatori dell’associazione. Ora, a parte che il conte Mario Fani è il titolare di quella via Fani che i cinquantenni ricorderanno per il sequestro di Aldo Moro, ben poco si sa sui due, e le biografie ufficiali divulgate ai nostri giorni chiariscono ben poco. Per dare il nostro contributo riportiamo qualche brano trovato in biblioteca.
Dal volume L’intransigente, di Paolo Poponessi, dedicato ai fondatori dell’Osservatore Romano Zanchini e Giuseppe Bastia, p. 64: “Nonostante la vera e propria contrapposizione del neonato stato unitario nei confronti della Chiesa che assunse spesso i contorni di una vera e propria persecuzione, i cattolici furono una realtà viva nell’Italia unita, cercando di resistere alla ostilità sviluppata attorno a loro. Significativa in questo senso fu l’iniziativa assunta da un gruppo di cattolici bolognesi, per lo più liberi professionisti, radunatisi attorno al bolognese Giambattista Casoni, futuro direttore de L’Osservatore Romano, che sfociò nella fondazione dell’Associazione Cattolica Italiana per la difesa della libertà della Chiesa in Italia,  della quale presidente fu l’avvocato Cesare Fangarezzi mentre il Casoni ne divenne segretario; l’Associazione, riconosciuta ufficialmente da Pio IX, aveva come scopo la difesa della Chiesa in un momento particolarmente duro, utilizzando tutti i mezzi leciti ad esclusione della lotta elettorale. Disponeva anche di un organo di stampa, Il Conservatore, e allargò la cerchia degli aderenti a personalità significative come Giovanni Acquaderni, fondatore con Mario Fani dell’Azione Cattolica. Ma l’ostilità delle autorità e degli anticlericali portò alla cessazione di ogni attività costringendo Fangarezzi alla fuga all’estero in Svizzera mentre Casoni riparò a Roma”.

Dal volume “Luigi Gedda”, di Marco Invernizzi, pp. 18-20: “La Società della Gioventù Cattolica Italiana era nata nel 1868 sulla scia di un breve esperimento precedente, l’Associazione Cattolica per la Difesa della Libertà della Chiesa in Italia, riconosciuta dal Beato Papa Pio IX nel 1866 e sciolta con la forza dallo stato italiano; non fu un episodio inutile perchè permise di verificare l’ostilità del nuovo stato unitario verso i cattolici e diede l’opportunità a numerosi cattolici di conoscersi tra loro e di approntare programmi organizzativi. Ma fu un tentativo che durò lo spazio di un mattino i cui principali protagonisti, il presidente Fangarezzi e Giambattista Casoini furono costretti all’esilio, in Svizzera il primo e a Roma il secondo. La Società della Gioventù cattolica così di fatto sarà la prima e duratura esperienza unitaria del movimento cattolico in italia dopo l’unificazione del 1861. Nasce da due giovani, Giovanni Acquaderni di Bologna e Mario Fani di Viterbo, il primo destinato ad un ruolo importante nella storia successiva del movimento cattolico, il secondo invece segnato dalla morte precoce conseguente ad un gesto eroico compiuto nella sua città natale (in realtà morì ventiquattrenne per i postumi di una polmonite contratta dopo aver salvato a Livorno un bagnante che stava affogando, NdA). Lo scopo sella Società della Gioventù Cattolica era di unire i cattolici italiani nella difesa del Papa e del cristianesimo di fronte alla rivoluzione liberale e nazionalista e al nuovo stato unitario, che appunto era nato senza l’apporto della grande maggioranza dei cattolici e contro la Chiesa”.

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