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Due anni di carcere e trentamila euro di multa per i siti web che osano commettere il reato di intralcio all’aborto: la Francia, dopo sei mesi di vane resistenze, ha approvato definitivamente il provvedimento per cui il sottoscritto, insieme a tanti valenti amici, diventerebbe un reietto nullatenente ospite delle patrie galere. Sul fronte di casa nostra si sta muovendo il DDL 2688, lodevolissimo nei suoi propositi, sembra l’applicazione dell’ottavo comandamento, pericolosissimo nelle mire di chi lo propone. Eppure, in una settimana in cui sono spuntate ben tre nuove (?) formazioni politiche manco i funghi dopo la pioggia, e mani forti hanno fatto capire anche ad un ciecosordo che per ora in Italia non si vota,  qualche bella notizia c’è stata.
Cominciamo dalle dimissioni del direttore dell’UNAR, partite da un servizio televisivo e resesi inevitabili quando si è scoperto che il tizio finanziava con denaro pubblico un sedicente circolo culturale dove in realtà si faceva tutt’altro, e di cui era pure socio. Che l’UNAR fosse un’agenzia LGBT saldamente insediata nell’apparato dello stato lo sapevano tutti, che arrivasse all’impudenza di dirottare i soldi dei contribuenti verso postriboli unisex era davvero troppo. E’ bastata un’azione concertata della mezza dozzina di parlamentari ancora sensibili a questi temi, uniti alla mezza dozzina di quotidiani idem come sopra, uniti alla vasta galassia social idem come sopra per far sì che Maria Elena Boschi, guarda guarda in queste cose ci capita sempre, si vedesse consegnare la lettera di dimissioni. Naturalmente è stato solo un successo tattico, l’UNAR così come è dovrebbe farci la cortesia di sparire, e non ci sembra di chiedere troppo.
Altro fronte dove il mondo vita famiglia ha dimostrato una insospettata vitalità l’assunzione a tempo indeterminato per concorso in una struttura pubblica di ginecologi escluvamente non obiettori, in barba alla legge 194 e ad ogni criterio antidiscriminatorio.  Il bando parlava di specializzati in ginecologia, ma sarebbe stato più esatto a parlare di macellai. Qui non si è riusciti ad ottenere l’annullamento del concorso, ma sentire il presidente della CEI e quello dell’ordine dei medici che ritrovano la parola, uniti alla truppa di cui sopra, e che provano a riportare con i piedi per terra  i deliri di onnipotenza della regione Lazio è stato un bello spettacolo: addirittura la RAI è sembrata nei suoi servizi equidistante dalle due parti, come se fosse davvero un servizio pubblico.
Infine Aldo Maria Valli, sempre lui, in un post che abbiamo rilanciato su fb appena uscito, è riuscito asintetizzare in poche righe quello che andiamo ruminando da anni.
“Se il cattolico non avesse una visione provvidenziale della vita, e non sapesse che lo Spirito soffia dove vuole, ci sarebbe da provare il brivido dell’abbandono nel vuoto e lo sgomento di fronte a un caos che sembra preannunciare il trionfo del principe delle tenebre, colui che persegue il male attraverso la divisione, gettando in mezzo agli uomini sempre nuovi motivi di incomprensione e di conflitto. L’entropia crescente, ovvero tutto ciò che è di impedimento alla chiarezza e all’univocità del messaggio, potrebbe portare con sé lo scoramento. Invece il credente vede in questa situazione una prova per il sano esercizio della libertà personale, del senso di responsabilità, del coraggio, della fedeltà. La prova in certi momenti è dura, ma il credente ha dalla sua la certezza che se il Signore dà un peso dà anche la forza per portarlo. Il credente sa di non essere solo e ha la consapevolezza che l’«auctoritas» più importante, l’unica che conti, è esercitata da Chi non delude. Mai.”

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