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Convintissime del motto ignaziano Todo modo para buscar la voluntad divina, le Sentinelle Vesuviane non potevano mancare al primo incontro interparrocchiale che si e’ svolto il 23 u.s. presso la parrocchia S.Maria del Pozzo, presieduto da don Alfonso Pisciotta, parroco della Chiesa di S. Giorgio nonche’ vicario episcopale. L’incontro attuava un suggerimento emerso dal Sinodo diocesano appena concluso. Don Alfonso ha preso spunto dalla domanda di sinodalita’ e comunione sottolineate con forza a pag. 38 del documento finale.
“Le nostre comunita’, come del resto il mondo in cui siamo chiamati a vivere, sono attraversate da spinte individualiatiche, da tentazioni DI CHIUSURA NEL PROPRIO INTRERESSE PRIVATO, DA UNA RICORRENTE SENSAZIONE DI SFIDUCIA DI FRONTE ALLA CRISI CULTURALE, ECONOMICA E SOCIALE CHE TUTTI PREOCCUPA. Avvertiamo certo con convinzione che l’unica risposta all’altezza della domanda e delle sfide attuali e’ una nuova fiducia nell’altro, una capacita’ rinnovata di relazione e di incontro che includa e non escluda il diverso ma si sforzi di camminare insieme verso orizzonti comuni di bene e di speranza”.  Sintetizzo in uno spunto il suo dire spassoso e convincente: essenzialita’ della fede. Noi viviamo in un tempo di crisi culturale, economica e sociale, con il diverso che preme alla porta; noi come Chiesa, ai volti che ci interpellano dobbiamo dire quello che direbbe Gesu’, cioe’ l’essenziale, il profondo. Ci sono stati interventi. Non poteva mancare l’attenzione alla famiglia e al rischio di non sviluppare la comunione. Andare da soli (e cio’ non dobbiamo) perche’ siamo costretti da una mancanza di sensibilita’ ecclesiale verso le temperie che la gente vive fuori dell’uscio del tempio.
Don Alfonso ha anche posto l’accento sul ricambio nel servizio ecclesiale . Non e’ ammissibile che volti antichi svolgano da sempre e per sempre le stesse mansioni, occorre dare spazio alla novita’ dello Spirito. Ben vengano allora le Sentinelle Vesuviane come una novita’ suscitata proprio dal Sinodo per porre l’attenzione sull’uomo comune; che oggi si dibatte tra proposte di vita anticristiane rispetto alle quali i vecchi movimenti ecclesiali sembrano non porsi il problema o se lo pongono con una pastorale a dir poco obsoleta. In sintesi come Sentinelle Vesuviane che vivono nella Chiesa con lo sguardo attento a cio’ che succede fuori l’uscio del tempio diciamo: non accada piu’ di andare da soli ai family day. Concludo con un’affermazione di don Francesco d’Ascoli che sto seguendo nelle sue pungenti catechesi: se ci ritrovassimo in chiesa non solo per recitare tanti Rosari (io sono devoto del Rosario) ma soprattutto per pensare a come organizzare la vita sociale rispetto all’istanza della promozione umana il mondo cambierebbe. Le Sentinelle Vesuviane vogliono sintetizzare “l’essenziale da dire” secondo don Alfonso unito al compito primario di un laico secondo don Francesco.

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