bonifacio

Oggi, 10 febbraio, la Chiesa commemora San Josè Sanchez del Rio, il santo dei cristeros, e il Beato Aloisio Stepinac, martire, CardinaIe Arcivescovo di Zagabria, vittima illustre del regime titino. E’ anche il Giorno del Ricordo, in forza di una legge dello stato, anche se il mainstream politicamente corretto vorrebbe farlo passare il prima possibile nel dimenticatoio. Le Sentinelle Vesuviane, sempre attente a tenere vive memorie e ricordi di tutti i generi, onoreranno il Giorno del Ricordo domenica prossima alle 10 a Polvica di Nola, e lo faranno esibendo questo striscione di tre metri per uno fresco fresco di stampa. Abbiamo deciso di dedicarlo ad una nostra vecchia conoscenza, il Beato Francesco Bonifacio, cui avevamo già in passato dedicato un articolo, perchè ha tutte le caratteristiche per piacerci: è un religioso, un uomo di pace, istriano, nato in una famiglia di sette figli, che già gli amici d’infanzia avevano soprannominato “el santin”. Ordinato sacerdote passa indenne attraverso le bufere e le mattanze del ’43 e del ’45, continuando ad esercitare il suo ministero. Subisce il martirio nel settembre del ’46, forse l’11, nemmeno la data precisa si sa, ad un anno e mezzo della fine della guerra. Quali sono le sue colpe? Essere italiano, essere cattolico, continuare a rispondere al suo vescovo di Trieste, visto che i limiti delle diocesi non si erano ancora adeguati ai nuovi confini politici, amare i poveri e la verità: ognuno di questi crimini bastava per comminargli la morte da parte dei nuovi padroni, non ancora sazi dei ventimila civili italiani morti e dei trecentocinquantamila che a cavallo di quegli anni avrebbero sperimentato le sofferenze di un esodo che li avrebbe trasformati in stranieri in patria.

Annunci