semiramis

Arrivati alla stretta finale, cerchiamo di illustrare con poche parole il perchè del NO al referendum di domenica. Perchè, come argomentava brillantemente qualche giorno fa Stefano Fontana , non basta ai cattolici combattere legge per legge se a monte c’è qualcosa di sbagliato che permette di approvare qualsiasi legge. Anche questa riforma della costituzione non fa nulla per ridurre il positivismo giuridico di cui la costituzione stessa è impregnata. Una volta che il potere legislativo, ma se è per questo anche quello esecutivo (decreti legge) e giudiziario (giurisprudenza creativa) abbiano legiferato, quella disposizione diventa “giusta”. Ecco perchè ci piacerebbe una riforma che prevedesse il diritto naturale, principio laicissimo, posto alla base di tutto, piuttosto che il lavoro per cui un non lavoratore diventa automaticamente una non persona.
E c’è da dire che l’occidente da almeno duemilaquattrocento anni ha fatto i conti con questi concetti.
Nel 442 a.C. fu rappresentata l’Antigone di Sofocle, tutta concentrata in questi versi (vv. 450-457), che pure wikipedia piazza in evidenza all’inizio dell’articolo.

Né davo tanta forza ai tuoi decreti, che un mortale potesse trasgredire leggi non scritte, e innate, degli dèi. Non sono d’oggi, non di ieri, vivono sempre, nessuno sa quando comparvero né di dove.

Millesettecento anni dopo Tommaso d’Aquino, sfruttando a fondo tutte le potenzialità della lingua latina, altro che lingua morta, riassume icasticamente (S. Th., I/II, q. 95, art. 2).

Si vero in aliquo, a lege naturali discordet, iam non erit lex sed legis corruptio (Se in qualche punto si allontana dalla legge naturale,allora non é più una legge, ma una corruzione della legge).

Una trentina di anni dopo un altro fuoriclasse, Dante Alighieri, incontrando Semiramide all’Inferno nel girone dei lussuriosi, da grande poeta, esprime tutto in un solo endecasillabo (Divina Commedia, Inf, V, 56)

che libito fè licito in sua legge

Ebbene, la riforma della costituzione non fa nulla in favore delle leggi non scritte di Antigone, non si preoccupa di accordarsi con la legge naturale, e quanto alla libito, essa è già entrata nella nostra giurisprudenza e nessuno prevede di espellerla.

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