Rilanciamo questo filmato presente su youtube per vari motivi:

  • è stato prodotto in ambiente femminista, così quando saremo inquisiti per la ventura legge Scalfarotto proveremo a portarlo come prova a discarico
  • è la versione completa di un documentario girato anni fa, ed è anche doppiata in italiano, a differenza di altre versioni tagliate o sottotitolate
  • mette in luce tanti aspetti poco noti legati a quell’immenso business che è diventata l’industria riproduttiva

Partiamo dal titolo, eggsploitation, che possiamo tradurre “procacciamento di uova umane con metodi chimici e meccanici”. Sgombriamo subito il campo dai meriti artistici del documentario, che sono proprio pochi, risultando troppo lungo, ripetitivo, allarmistico, con un taglio più scandalistico che scientifico, per andare al sodo ed elencare i punti che ci hanno colpito:

  • esiste un mercato fiorente e in espansione per uova umane, visto che oltre a quelle deputate all’inseminazione artificiale per fini riproduttivi ci sono anche quelle deputate alla produzione di feti da abortire per produrre cellule staminali
  • l’unico produttore di uova attualmente noto è l’apparato genitale femminile, progettato per produrre un uovo al mese in età fertile, per produrne di più c’è bisogno di un pesante intervento chimico
  • la scienza attuale richiede molte più uova per singola operazione (nel filmato si parla di dozzine, io direi che ormai vanno a cartone di trenta come nelle salumerie di una volta)
  • la legge della domanda e dell’offerta ha fatto sì che una dozzina di uova scelte, magari prodotto da una avvenente universitaria di vent’anni con un quoziente d’intelligenza superiore a 100, sia quotato fino a 100.000 dollari, alla faccia del termine donazione correntemente usato
  •  per impiantare con successo l’uovo fecondato nell’utero di un’altra donna i due cicli mestruali devono essere sincronizzati, anche qui con un pesante intervento chimico
  • il prelievo del cartone di uova avviene in anestesia con metodi meccanici pesantemente invasivi
  • in tutto questo procedimento, e striamo parlando solo della produzione/prelievo delle uova, qualcosa può andare storto (decessi, ictus, infarti, tumori, emorragie, sterilità e quant’altro)

Nel film sono raccontate una mezza dozzina di esperienze di ragazze a cui qualcosa è andato storto, in un caso da parte della madre perchè la donatrice a pagamento è morta. Le costanti emerse sono:

  • tutte lo hanno fatto per denaro
  • non erano coscienti dei rischi a cui andavano incontro
  • non sono state adeguatamente informate in materia
  • in caso di fallimento dell’operazione non sono state neppure pagate
  • dopo il prelievo sono state abbandonate a loro stesse
  • le polizze assicurative a breve e lungo termine non erano incluse nel pacchetto ma lasciate alla loro discrezione
  • non esistono ancora dati scientifici a lungo termine sulle conseguenze di queste procedure, e nessuno sembra interessato ad acquisirli

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Infine, per alleggerire un po’ il tono del post, ci sia consentito di ricordare ai sostenitori ad oltranza dell’uguaglianza uomo donna quanto l’equivalente maschile dell’eggsploitation sia più semplice, veloce, eseguibile in qualsiasi momento, con una produzione dell’ordine dei milioni di esemplari e addirittura, secondo qualcuno che evidentemente  ignora CCC 2352, piacevole

 

 

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