ostensorio

Oggi pomeriggio avevo chiamato Bruno, tanto per sentirci, dal momento che ero andato a casa sua in bici, ma era già uscito. Parliamo del più e del meno, perchè tra noi Sentinelle Vesuviane ci scambiamo notizie, emozioni, progetti. Ebbene tra un discorso e l’altro, Bruno mi fa: Sai, ieri sera sono stato a Messa a Madonna dell’Arco (sia sempre benedetta), e lì non danno la Comunione nel palmo della mano. Io ero un po’ indietro nelle file e non mi ero accorto di quello che era accaduto. D’un tratto ho scorto che a terra, lì davanti, c’era la palla che copre il calice. Prima ho pensato che fosse caduta inavvertitamente, poi ho visto che una persona si era mossa per raccoglierla, ma subito il sacerdote molto anziano che stava celebrando insieme ad un altro più giovane lo blocca. Dice: non vi muovete, non prendetela! A quel punto ho capito che cosa era successo. Una particola era caduta a terra e il sacerdote l’aveva coperta con la palla del calice. Poi, sotto gli sguardi miei e degli astanti, abbiamo visto il sacerdote anziano avvicinarsi al piccolo candido riquadro, la palla del calice, che nascondeva la sacra particola. Si è inginocchiato faccia a terra e ha rimosso con la lingua la particola. Poi ha rimosso tutti i frammenti dal pavimento come se fosse stato il calice. Ascoltavo il racconto dalle parole di Bruno e intanto l’emozione saliva in me forte, da farmi venire le lacrime. Poi, mi diceva Bruno, il sacerdote ha spiegato: Non spetta a voi toccare il corpo di Cristo, perchè lì a terra c’era Gesù, il suo Corpo Santissimo e spetta a noi sacerdoti toccarne le Sacre Membra. Ora, pensando a questo vegliardo, che tanto amore e riverenza ha avuto per quella Santa Particola, mi sovviene nella mente l’immagine del profeta Elia. Sente nel leggero fruscio del vento il passaggio di Dio e si copre il volto: copre la sua indegnità. Mi viene spontaneo dire: Perdonaci o Signore per questa abitudine che ci è venuta dal di fuori della Chiesa, di presentarci a te in modo irriverente, ricevendoti nel palmo della mano, come se Tu fossi una cosa qualunque. Quanto abbiamo perso nel modo di rispettarti, Signore. Come vorrei che quella Messa in gregoriano che si celebra all’Arenella fosse replicata anche nelle nostre parrocchie. Che differenza: mettersi in fila come alla mensa aziendale o invece disporsi raccolti e inginocchiati davanti alla balaustra, ricevere la benedizione e poi la comunione. Sembra quasi di ritornare bambini, la Santa Madre Chiesa ti viene vicino, ti abbraccia nella benedizione e poi ti ciba con il pane dei forti. Quante carezze in questo gesto e quanta fede nel mio Signore che è qui accanto a me, si offre a me come cibo per farmi crescere. Grazie Signore per avermi fatto commuovere oggi…

Annunci