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Mercoledì scorso a Napoli era un pomeriggio umido ed afoso. Vattene al mare. Accenditi il condizionatore. Troppo semplice. il modo migliore per rinfrescare i neuroni è stato recarsi in via Crispi alla sede della fondazione Il Giglio dove era in programma l’ultimo seminario stagionale, tenuto dal dott. Julio Loredo e dedicato a L’azione in pubblico. Il dott. Loredo è il presidente della TFP Italia e le Sentinelle Vesuviane, che all’ultima Marcia per la Vita hanno sfilato insieme alla sezione polacca della TFP, non potevano mancare.  Esaurito rapidamente il momento agiografico del defunto fondatore della TFP prof. Plinio Correa de Oliveira, il discorso si è fatto subito interessante. Premesso che l’azione controrivoluzionaria non può ridursi a una nostalgica rievocazione nè a un mero impegno dottrinale, essa deve svolgersi in pubblico per conquistare o riconquistare l’opinione pubblica strappandola agli influssi rivoluzionari, nell’ottica di un’opera di carità intellettuale verso i nostri fratelli. L’azione controrivoluzionaria è stata assimilata a tre metafore: quella del ventaglio, quella del serpente e quella del tappeto. Se riusciamo a tenere ben ferma una stecca del ventaglio, un angolo del tappeto o la coda del serpente, o addirittura riusciamo a spostarli nella direzione a noi favorevole, tutto il resto dell’oggetto è costretto ad adeguarsi, impedendo come minimo il progredire dell’infezione. L’azione pubblica, anche condotta con numeri piccoli, procura notevoili benefici: rafforza chi magari la pensava come noi ma credeva di essere isolato e temeva di pronunciarsi, risolve un dubbio in chi era tentato dall’avversario, fa venire un dubbio a chi è più lontano dalle nostre posizioni, assorbe le risorse e le energie del nemico che altrimenti non incontrerebbe resistenza. Curiosamente coinvolgente il discorso sugli ingredienti che ci daranno la vittoria:

  • la machinina, dal termine originale brasiliano, ossia un’organizzazione certamente piccola, ma stabile e motivata con obiettivi tattici e strategici chiari a capi e gregari
  • le tecniche di rivoluzione/controrivoluzione: conoscere l’avversario e i suoi metodi e attaccarlo sempre apertamente senza tatticismi
  • l’occasione profetica, ossia saper cogliere nel tempo e nello spazio quell’istante unico e irripetibile concesso dalla Provvidenza per far leva e sfruttare un’occasione favorevole: come esempi sono stati portati la secessione lituana immediatamente appoggiata dalla TFP, da cui prese inizio il collasso dell’URSS, le pubblicazioni dei cardinali pro family prima degli ultimi due sinodi, il Family Day di gennaio che ha messo a nudo tante coscienze
  • l’aiuto della Madonna, senza il quale non possiamo far nulla

Sono stati poi illustrati, con l’ausilio di fotografie e filmati, alcuni elementi ricorrenti nelle manifestazioni della TFP: gli alti stendardi scarlatti, le cappe dello stesso colore, i megafoni a mano per non distorcere la voce,  l’abbigliamento curato, eventuali strumenti musicali di forte impatto emotivo come tamburi e cornamuse, la regia curata che non lascia nulla al caso, componenti assunte e valorizzate da preesistenti organizzazioni cattoliche come i Camelots du Roi oppure la Jeune Garde.

Nel seminario si è inevitabilmente parlato anche d’altro: riguardo al Concilio Vaticano II, il dott. Loredo, come persona ben informata dei fatti visto che gli archivi della segreteria del Coetus Internationalis Patrum si trovano presso la TFP romana, ha detto che a suo avviso neppure le punte di diamante del Coetus, Sigaud, Lefebvre e Castro Mayer avevano ben chiaro cosa stava succedendo, tanto è vero che firmarono tutti i documenti conciliari, a differenza di Correa de Oliveira, l’anima di quella segreteria, che li esortava ad una azione più incisiva. Si è parlato anche di immigrati, e qui in accordo con S. Tommaso non tutti gli immigrati sono uguali ma c’è bisogno di un discernimento caso per caso. Infine, e non poteva mancare, la difficilissima e tuttora aperta problematica sollevata dalla lettura dell’Amoris Laetitia ad ogni  cristiano cattolico apostolico romano.

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