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Puntuale alle 10:00 giungo a casa di Franco che seduto in giardino mi sta aspettando. Il saluto, l’invito a sederci un cinque minuti e poi si prende il megafono, una scorta di libri e via si parte per S.Anastasia.
Anche oggi qui, come da programma, le Sentinelle in Piedi Vesuviane hanno vegliato per un’ora dalle 11:00 alle 12:00 a Via Roma. Eravamo una trentina, disposti lungo il marciapiedi, rivolti verso il sole alto sopra di noi e verso la facciata della Chiesa di S.Maria la Nova. Alle spalle il nostro striscione e l’alto monumento ai caduti, per indicarci che noi eravamo lì assorti nella lettura non per combattere chi ci sta davanti, ma per difendere quello che sta dietro di noi: le nostre famiglie, la nostra cultura insidiata da una falsa ideologia.
Oltre alla forza pubblica con cui abbiamo scambiato un cordiale saluto avevamo sulla nostra destra un’allegra band di ragazzi che si esibivano al suono di tammorre, canti e balli sommesi. Abbiamo avuto il piacere di avere con noi anche una Sentinella in Piedi del gruppo di Napoli, con cui manifestammo due settimane fa alla rotonda Diaz.
Oltre ai ragazzi di Forza Nuova accompagnati da Antonio con Giulia e Anna, immancabile presenza femminile alle veglie delle Sentinelle, abbiamo avuto con noi gli amici Severino, Lino, Bruno con Giuseppe e Felice. Michelangelo ci ha onorati di presenziare con la sua consorte Gina, bell’esempio da imitare per le nostre mogli. A questo punto mi viene da dire “I have a dream”, avere accanto (quelli che possiamo, se vogliamo e se crediamo soprattutto) le nostre mogli e anche i nostri figli per i quali testimoniamo. Perché noi abbiamo vegliato questa mattina per poter donare ai nostri figli e nipoti un mondo pulito. Un mondo in cui i bambini si relazionano con il papà e la mamma; dove i giovani si fidanzano per prepararsi alle nozze come stanno facendo mia figlia Rosi e il fidanzato Antonio (che proprio ieri sera hanno festeggiato la loro promessa di nozze). Un mondo pulito dove si possano esprimere le proprie idee liberamente. Non invece essere zittiti dal chiasso sguaiato e osceno dei prides. O peggio, da una legge in fase di approvazione, la cosiddetta legge Scalfarotto che contempla un reato inesistente, quello dell’omofobia. Ricordo che il termine “omofobia ” o “omofobo” e’ stato coniato ad hoc e lo si vuole introdurre nel linguaggio corrente. Ricordo che questa legge che noi contestiamo non riesce a definire cosa è il reato di omofobia e quindi, cosa assurda nell’iter processuale, lascia alla discrezione del giudice accusarti e condannarti o meno per qualcosa che non è definito come reato.
Abbiamo vegliato per dire no ai falsi slogan che ci propina la televisione tipo: è l’amore che fa la famiglia. Falso, perchè la famiglia la fa il disegno creativo di Dio, cioè quello che è indicato nel nostro striscione, “Maschio e Femmina li creo’” (Michelangelo Buonarroti esprime come meglio non si può questo disegno creativo, nel tocco della mano di Dio verso la coppia). E non è lecito rubare la parola Amore, per girarla a proprio uso e consumo, quando sappiamo che Amore si coniuga con la parola Dio.
Alle nostre spalle vogliamo difendere la cultura e nella cultura la sana educazione, non una ideologia nata negli antri tenebrosi di una irrazionalità che nega la diversità e tutto omologa. Ma noi sappiamo che la diversità e’ insita nella bellezza. Se l’artista che dipinge avesse un solo colore non potrebbe mai creare un quadro, perchè è nel gioco del chiaro e scuro che nasce l’immagine. Allora noi abbiamo detto no all’ideologia che falsamente e diabolicamente vorrebbe dire ai nostri studenti che non esiste il sesso, ma tanti generi in base ai quali tu decidi cosa vuoi essere, indipendentemente dal dato biologico.
A questi signori del Gender diciamo che puoi fare tutte le evirazioni e tutti i trattamenti ormonali, ma non potrai mai cancellare la diversita sessuale che è inscritta in ogni singola cellula: “XX o XY”.
Poichè gli uomini fanno le leggi, a volte come la Cirinnà contro la legge naturale, noi questa mattina abbiamo voluto invitare i sindaci a fare obiezione di coscienza all’applicazione delle cosiddette unioni civili, perchè è un diritto, oltre che un dovere, obbedire alla Verità piuttosto che alla falsità del potere costituito.
Noi non eravamo in moltissimi a manifestare questa mattina, ma eravamo come ci vuole il Vangelo, fiaccole che poste in alto indicano la via da percorrere: “No Alla Cirinnà. No al DDl Scalfarotto. No all’insegnamento del Gender nelle scuole. Si all’obiezione dei Sindaci riguardo l’applicazione della Cirinnà”.
Questa veglia mi ha dato l’opportunità di celebrare le lodi mattutine, e di dilungarmi sulle letture dell’ufficio dove si racconta delle vicende drammatiche e della eroica fine di Saul e l’avvento di Davide a quella regalità figura e anticipazione della regalità di Cristo. Ho pensato a Papa Francesco, alla Chiesa in uscita a lui tanto cara e tanto difficile da attuare per i nostri parroci. Ho pensato a Pierre Theilhard de Chiardin che contempla la Messa sur le Monde. Ma ecco che l’ora di veglia finisce con Franco che ci avverte, ci distoglie dalla lettura e sintetizza i 4 punti della nostra testiimonianza con l’invito al prossimo appuntamento: Sentinelle in Piedi a Nola in Piazza Duomo il prossimo settembre.

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