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Solo pochi giorni fa avevamo segnalato la meritoria opera del Vescovo di Trieste, e oggi ritorniamo con piacere a occuparci di lui. Posto che tra i compiti del Pastore c’è anche quello di insegnare, oltre a quelli di governare e santificare, è naturale che mons. Crepaldi si pronunci sulla riforma delle Banche Credito Cooperativo alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. Sua Eccellenza parte dal principio di sussidiarietà, contesta le ingerenze della politica, non è convinto che fusioni e acquisizioni abbiano di mira il bene dei soci e dei clienti, elogia la piccola banca radicata sul territorio, contesta che una mela marcia possa pregiudicare tutto il paniere. Soprattutto viene preso di mira l’interventismo dei poteri forti, che nel settore bancario internazionale prima e italiano, ad usare un eufemismo,  non ha particolarmente brillato. Questo è quello che intendiamo per presuli italiani che “se la sbroglino loro” con le faccende di casa. Da oggi il link all’ Osservatorio Internazionale Van Thuan, che tra l’altro pubblica un’interessantissima newsletter, passa nella colonna di sinistra.

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