ilpopolodellafamiglia

Per tutto il mese di febbraio, caratterizzato dal funereo 25 al senato, il popolo del Family Day si è interrogato a tutti i livelli sul seguito da dare alla riuscita iniziativa.

preda del velenoso pensiero tipicamente moderno secondo cui l’azione sta al di sopra della contemplazione.

E quindi

porta più frutto, anche sul piano pratico, una vecchia suora che si alza tutti i giorni alle 4 di mattina per pregare senza neanche sapere cosa accade nel mondo piuttosto che il raduno di due milioni di persone una volta ogni dieci anni.

E come fare a dargli torto, se il martalismo fu deplorato per primo da Gesù e per ultimo da Papa Francesco?

  • Gandolfini, Miriano, Brandi, Cascioli vorrebbero depositare il capitale del 30 gennaio in cassaforte con un’azione di lobby trasversale a tutte le forze politiche: nessun altro in Italia è attualmente capace di una mobilitazione simile, il governo ad ottobre dovrà passare per la tagliola del referendum istituzionale, fino ad allora nessuno può dire quanto pesa effettivamente nelle urne il popolo della famiglia, lasciamo che sia Renzi a scoprirlo per primo, meglio contare che contarsi.

E come fare a dargli torto, se guardiamo a quello che è successo negli altri paesi, dove i risultati migliori sono stati ottenuti da manifestazioni dichiaratamente apolitiche, apartitiche e aconfessionali?

  • Adinolfi ed Amato, con tutto l’impeto e l’irruenza che li contraddistingue, si sono lanciati in un’avventura tutta politica, fondando un nuovo partito, il Popolo della Famiglia, con l’obiettivo immediato di presentarsi alle imminenti elezioni comunali. Visto che quelli che ci avrebbero dovuto rappresentare hanno fatto così magra figura, meglio parlare in prima persona nelle istituzioni, anche a costo di perdere per strada pezzi del mosaico del Circo Massimo.

E come fare a dargli torto, visto che tra astenuti in precedenti elezioni, delusi dal centrodestra, delusi dal centrosinistra, delusi dai cinque stelle, delusi dalla politica in generale si arriva almeno all’ottanta per cento degli elettori. Se uno su dieci si decide a votare per la nuova sigla, le basi del partito in proiezione elezioni politiche sono assicurate. Del resto non è quello che ha fatto il movimento cinque stelle, dove solo una persona e mezza sapevano di preciso cosa stava accadendo, ma la padronanza dei mezzi di comunicazione della rete ha consentito di fondarsi alle amministrative e poi fare il botto alle politiche?

Noi siamo amici di Gnocchi, Gandolfini, Miriano, Brandi, Cascioli, Adinolfi ed Amato. Siamo andati nel Martiriologio Romano ed alla data del 4 marzo abbiamo trovato il Beato Zoltan Lajos Meszlenyi, Vescovo e martire. Dieci giorni dopo essere stato nominato Vicario capitolare di Esztergom in Ungheria, dove il titolare, il card. József Mindszenty, era stato arrestato il 26 dicembre 1948 e languiva nelle patrie galere, venne a sua volta arrestato, torturato, deportato, sottoposto ai lavori forzati, fino a morire di stenti il 4 marzo 1951. Beato Zoltan Lajos, intercedi per noi. Non farci dividere e litigare, perdendo così quel poco di unità faticosamente raggiunta. Noi pregheremo per il nostro sventurato paese, agiremo in ogni occasione opportuna e non opportuna per combattere la buona battaglia, voteremo un partito della famiglia tutte le volte che lo troveremo su una scheda elettorale. Magari la Provvidenza ci consentirà di raccogliere frutti su tutti e tre i fronti che si sono aperti.

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