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Cronaca delle veglia delle Sentinelle in Piedi Vesuviane a Pomigliano d’Arco Piazza Primavera Domenica 28-02-2016 ore 11:00 12:00 del referente Gennaro Pignatiello

Alle ore 10.00 Franco Di Sarno mi citofona. Avevo già preparato una piccola pila di libri da portare, ci mettiamo in macchina e via per andare a Pomigliano. Giunti che siamo, si fa un giro con la macchina intorno alla piazza Primavera, osserviamo che è tutto tranquillo, ci sono poche persone ma è già presente la stazione mobile dei carabinieri, una decina dei quali sosta nei pressi e l’auto della polizia municipale.  Si parcheggia la macchina ed ecco scorgo l’onorevole Di Maio che cammina proprio verso di noi. Gli andiamo incontro io e Franco, il saluto e subito lo invitiamo alla manifestazione Sentinelle in Piedi in difesa della famiglia che avremmo tra poco. Lui dice che gli è impossibile essere presente, al che esprimiamo il nostro disappunto per la linea assunto dal suo movimento sul tema della famiglia. Si difende asserendo: “Ma noi abbiamo stralciato la Stepchild adoption.” Risposta: “Ma perché il movimento si è orientato verso una posizione che non è in sintonia con il mondo cattolico?” Lui frettoloso e noi consapevoli che quello non era un momento per fare allusioni politiche ci siamo salutati con l’invito a contattarlo telefonicamente al numero della sua segreteria.
Ci dirigiamo in piazza, sono circa le 10.30.
Fa capolino un gruppetto del fronte anti famiglia che va verso la zona dei tavolini. Il tempo di salutare qualche amico già presente, ancora qualche minuto e giunge Michelangelo con lo striscione e la macchina fotografica. Il saluto, qualche scambio di battute quindi svolgiamo e collochiamo lo striscione sul rilievo murale alle spalle della statua. Lo striscione è il nostra emblema già reduce dal Family Day: “Maschio e Femmina li creò”, l’icona di Adamo toccato dalla mano di Dio al centro e sui lati la scritta Sentinelle Vesuviane. Si sta un poco in attesa, ed ecco Giuseppe, Bruno De Falco, Gennaro Ienco, Felice Di Pace con l’amico Pietro, l’amico Lino fresco nonno da pochi giorni, Antonio Sorrento, Michele Panico, il parroco emerito don Carmine , tanti altri come Antonio Di Niro che si aggiungeranno durante l’ora di testimonianza. Si avvicinano l’ispettore Della Corte e il tenente dei vigili Felice Romano, scambiamo qualche assicurazione, poi scoccano le 11:00. si parte.
Salgo sul basamento rialzato della statua, che inneggia alla gioia e alla bellezza e do subito l’invito alle sentinelle: disponiamoci distanziati qualche metro ognuno con un libro tra le mani. Apro poi l’ora di testimonianza con il seguente saluto.
Do il benvenuto alle sentinelle qui convenute in questa bella piazza che ci fa da cornice. E’ oggi un giorno memorabile per Pomigliano d’Arco. Le Sentinelle in Piedi sono qui convenute per affermare la bellezza. La bellezza salverà il mondo (cito Dostoevskij), e noi vogliamo affermare la bellezza del matrimonio tra un uomo e una donna, tra un maschio e una femmina.
Vogliamo perciò far risuonare in questa piazza il binomio uomo donna, maschio femmina, mamma papà, sposo sposa, marito moglie. Sono i nomi che indicano la realtà, il vero e che perciò il pensiero unico vuole far sparire dal nostro lessico.
Vogliamo affermare che la famiglia contemplata dalla nostra Costituzione è società naturale fondata sul matrimonio (unione legittima tra un uomo e una donna). La famiglia in quanto società naturale non ha bisogno dello stato se non per aiuto e promozione. Ma lo stato non sta facendo questo, in Senato si sta costruendo con la legge Cirinnà la smorfia della famiglia, il rantolo del desiderio. Si parla di diritti ma vadano costoro a vedere sul vocabolario il significato della parola diritto. E’ un’istanza o richiesta supportata da una norma etica. Ma cosa ha di etico il fatto che due donne o due uomini si mettano insieme? Essi non possono generare figli, possono solo mercificare l’utero e il bambino. Cose che ha fatto ad esempio Elton John il quale è venuto a San Remo a sponsorizzare tutto ciò con i soldi pubblici.
Vogliamo affermare che i bambini hanno dei diritti incancellabili. Noi già sappiamo che il loro primo diritto. quello di nascere. è negato da una legge. la 194. che produce 180mila omicidi di stato in una società bisognosa di vita.
In cantiere poi c’è una legge, quella sull’omofobia, che non descrive il reato ma che vorrebbe impedire quello che stiamo facendo quest’oggi. Già avviene che in paesi dove c’è questa legge pastori evangelici languiscono in prigione.
Ancora vogliamo affermare che l’educazione è compito della famiglia. Conosciamo bene quello che è stato fatto quando gli stati hanno messo le mani sull’educazione. Hanno prodotto dei mostri: il fascismo, il nazismo, il comunismo. Oggi si vorrebbe insegnare l’ideologia di genere nelle scuole, dove si afferma che il sesso non è biologicamente definito.
Quanto vi ho accennato ora lo testimoniamo con tre segni.
Il silenzio, che è il luogo dell’ascolto della coscienza e di Dio che ti dice: dove stai andando?
Lo scorrere lento del tempo, ci siamo presi un’ora di tempo per riflettere.
La lettura, perché con la lettura cerchiamo la verità, l’unica che ci rende liberi.
Buona lettura quindi.
Scendo dal basamento e mi posiziono tra le sentinelle per leggere qualche spunto dal libro: “La Guerra del Genere”. Mentre leggo dopo una mezz’ora un amico di cui mi sfugge il nome mi dice: “Gennaro, sai, il Sindaco si è fatto la fotografia con la controparte vestita da carnevale”. Resto un po’ dispiaciuto quindi commento tra me: “Bravo Sindaco Raffaele Russo, servitore del bene comune; avresti almeno come sindaco dovuto metterti su un terreno neutrale, invece ti sei schierato”. Anche questo andrà sugli annali della storia di Pomigliano d’Arco.
L’ora si svolge tranquilla e silenziosa, si aggiungono al gruppo Luigi Caputo, Antonio De Niro, Lina la moglie di Felice e infine la ciliegina che non poteva mancare, una famiglia al completo: Papà Luigi, la moglie Assuntina, Martina che ci rallegra con il suo gironzolare e la piccola Renata di pochi mesi dentro la carrozzina. Si ode un po’ di chiasso proveniente dalla carnevalata della controparte (che non sa quello che fa, cito Gesù sulla Croce) si avvicina l’ispettore Della Corte il quale mi sussurra: “Guardi, prima li abbiamo tenuti alla larga, ma noi conosciamo il vostro stile e anche il loro.”
Giungono le 12.00, salgo sul basamento davanti alla statua e annuncio la conclusione con un pensiero del martire del comunismo Jerzy Popieluszko.
“Non c’è bisogno di molti uomini per proclamare la verità. Il gruppo degli uomini della verità può essere sparuto, ma essi irradiano luce. Gli altri li cercano e vengono da lontano per ascoltare parole di verità, perché’ la nostalgia della verità è connaturata all’uomo.”
Viva la verità che ci rende liberi.

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